In merito a Geo-politicamente abita l’uomo di Fabio Falchi

Il libro in oggetto è una riflessione “metapolitica” sulla geo-politica, ovvero va oltre le questioni specifiche di cui tale disciplina si occupa per interrogarsi sui “perché”, sulle questioni di fondo da cui poi derivano le questioni tanto... Read More | Share it now!

Marx, Lenin e l’immigrazione

Sono convinto che sia quantomai necessaria la rinascita di movimenti che difendano le condizioni delle classi inferiori. Nel passato questi movimenti sono stati incarnati dai movimenti operai comunisti e socialisti (ci sono stati anche importanti movimenti operai di ispirazione cristiana), ma oggi sembrano del tutto scomparsi insieme al fallimento congiunto del comunismo storico e delle socialdemocrazie, diventate estranee a qualsiasi idea di difesa delle classi popolari, sostituite dalla preferenza per i “diversi” di ogni genere, sulla base di un effettivo razzismo al contrario. Leggi tutto “Marx, Lenin e l’immigrazione”

Il paradigma machiavelliano. Per la definizione di una teoria politica non ideologica

Fu la lettura del saggio di Marco Geuna Machiavelli e il ruolo dei conflitti nella vita politica (2005), circa 4 o 5 anni fa, a mettermi sulla traccia di un percorso di ricerca che successivamente mi ha associato alla scoperta del «continente teorico» (per usare le parole di Luca Baccelli) del «repubblicanesimo», un continente ormai esplorato teoricamente da vari decenni, ma non ancora abitato politicamente. La fertilità di questo continente apparirà in tutta la sua potenzialità soltanto se pensiamo radicalmente, se «andiamo alla radice dei problemi». Leggi tutto “Il paradigma machiavelliano. Per la definizione di una teoria politica non ideologica”

Endgame of globalization

Quando trasmisero il Live Aid ricordo che, appena maggiorenne, assistetti a tutta la kermesse. C’erano i gruppi più amati, in particolare quelli della new wave degli anni ’80, tra cui anche il gruppo di “Bono”, allora tra quelli più innovativi in ambito musicale. “Bono” era destinato a diventare figura molto umanitaria, in virtù della quale si guadagnò amicizie molto ma molto altolocate. Pur essendo attratto dalla musica e incapace di formulare un giudizio politico-culturale, ricordo che però rimasi perplesso di fronte a tanta bontà, essendo stato fin da ragazzo incline allo scetticismo. Leggi tutto “Endgame of globalization”

Ripensare la rivoluzione francese

Lo sviluppo della conoscenza umana continua anche nei periodi di decadenza (come il nostro), ma lo fa secondo modalità decadenti, in modo sotterraneo. Non si condensa in grandi figure intellettuali rappresentative di specifici indirizzi culturali, come potevano essere Marx, Weber, Hegel, Kant, Croce, Gentile ecc. ma in figure spesso quasi sconosciute, o conosciute soprattutto in ristretti ambiti accademici. Ciò accade perché non esiste una specifica committenza sociale da parte di movimenti, partiti, associazioni della “società civile”, in quanto a causa dominio assoluto del “mercato”, ovvero dell’oligarchia che controlla strettamente le società occidentali, nessun altro gruppo può ambire a modificare o influenzare gli indirizzi predeterminati dall’alto. Leggi tutto “Ripensare la rivoluzione francese”