Endgame of globalization

Quando trasmisero il Live Aid ricordo che, appena maggiorenne, assistetti a tutta la kermesse. C’erano i gruppi più amati, in particolare quelli della new wave degli anni ’80, tra cui anche il gruppo di “Bono”, allora tra quelli più innovativi in ambito musicale. “Bono” era destinato a diventare figura molto umanitaria, in virtù della quale si guadagnò amicizie molto ma molto altolocate. Pur essendo attratto dalla musica e incapace di formulare un giudizio politico-culturale, ricordo che però rimasi perplesso di fronte a tanta bontà, essendo stato fin da ragazzo incline allo scetticismo. Leggi tutto “Endgame of globalization”

Ripensare la rivoluzione francese

Lo sviluppo della conoscenza umana continua anche nei periodi di decadenza (come il nostro), ma lo fa secondo modalità decadenti, in modo sotterraneo. Non si condensa in grandi figure intellettuali rappresentative di specifici indirizzi culturali, come potevano essere Marx, Weber, Hegel, Kant, Croce, Gentile ecc. ma in figure spesso quasi sconosciute, o conosciute soprattutto in ristretti ambiti accademici. Ciò accade perché non esiste una specifica committenza sociale da parte di movimenti, partiti, associazioni della “società civile”, in quanto a causa dominio assoluto del “mercato”, ovvero dell’oligarchia che controlla strettamente le società occidentali, nessun altro gruppo può ambire a modificare o influenzare gli indirizzi predeterminati dall’alto. Leggi tutto “Ripensare la rivoluzione francese”

Tendenze totalitarie odierne: la gender theory

È soprattutto oggi il mondo cattolico ad accusare di totalitarismo la gender theory. Riteniamo che la consapevolezza dei pericoli che essa comporta debba essere patrimonio anche dei non cattolici. Pur non condividendo per nulla i principi su cui si basa l’educazione infantile cattolica, tuttavia essa non è definibile come totalitaria, perché non mira quella radicale ridefinizione dell’essere umano come invece vorrebbe la gender theory. Detto senza mezzi termini: voler cancellare l’identità maschile/femminile è un’aspirazione totalitaria. Ma vediamo quali sono le radici di tali tendenze. Leggi tutto “Tendenze totalitarie odierne: la gender theory”

Immigrazione: il modello americano non può essere il nostro

L’ultima rivoluzione dell’europa. L’immigrazione, l’islam e l’Occidente è il «più importante (most striking) libro apparso, in ogni lingua, sull’immigrazione in Europa occidentale», non possiamo non concordare con Perry Anderson1. Per ampiezza, profondità e realismo questo è un testo imprescindibile sull’argomento. Christopher Caldwell è un giornalisa e scrittore statunitense di orientamento conservatore, e forse per questo è portato a «sopravvalutare» (Anderson) il «pericolo islamico», tuttavia si nota da parte della sinistra, a cui appartiene Anderson, una caratteristica sottovalutazione delle conseguenze di una consistente popolazione araba in Europa, la cui cultura e i cui usi e costumi sono molto diversi da quelli europei, situazione da cui possono nascere conflitti terribili. Leggi tutto “Immigrazione: il modello americano non può essere il nostro”

Le nuove forme dell’odio verso le classi inferiori: l’ideologia antirazzista

In precedenti scritti (1) ho cercato di evidenziare la natura, “di classe” si sarebbe detto una volta, dell’ideologia antirazzista (sottolineo che qui stiamo analizzando un’ideologia e non il valore dell’eguale dignità di ogni essere umano, di cui questa ideologia si vorrebbe abusivamente impossessare). Leggi tutto “Le nuove forme dell’odio verso le classi inferiori: l’ideologia antirazzista”

Identità europea e diritto-umanesimo

Mentre in nome del diritto-umanesimo si accusa ogni forma di identità di essere «razzista» nei confronti dei «migranti», la maggioranza degli immigrati «accolti» arrivano provvisti di una ben precisa identità, essi sono in maggioranza di religione musulmana, con relative idee riguardo alla famiglia, al ruolo dell’individuo, della donna, alla omosessualità che sono contrapposte a quelle dei loro «accoglitori». È la consueta ironia della storia.La manipolazione dell’ideologia diritto-umanista che deriva dall’Illuminismo è il principale pericolo, sul piano intellettuale, attualmente per l’Europa. Leggi tutto “Identità europea e diritto-umanesimo”

L’immigrazione e gli utili (finti) idioti

Uno dei vantaggi, se così vogliamo chiamarli, di vivere in una situazione abnorme come quella italiana consiste nel fatto che alcune dinamiche vengono più apertamente alla luce del sole. Per chiarire la vera natura dell’ideologia “antirazzista”, se non bastava la nomina a ministro della signora Kyenge (venuta in Italia da clandestina, cosa da lei rivendicata come titolo di merito), nomina che, oltre a dare una vernice “umanitaria” ad uno dei peggiori governi della storia italiana,  doveva essere uno spot promozionale per incoraggiare l’arrivo di nuovi immigrati, vi è ora l’arrivo dell’operazione dal nome orwelliano Mare Nostrum, dove al contrario la Marina italiana sta mostrando di essere tutto fuorché sovrana sui propri mari. Leggi tutto “L’immigrazione e gli utili (finti) idioti”

In difesa della memoria di Costanzo Preve

Com’era prevedibile, nelle (peggiori) tradizioni del trasformismo italiano, esponenti di primo piano di ciò che resta della sinistra comunista hanno dichiarato pubblicamente, dopo la sua morte, la loro “simpatia” verso la figura di Costanzo Preve, forse avendo constatato la stima di cui godeva nella “base”, soprattutto giovanile, o in ciò che resta di essa. Gli stessi che nel corso degli anni hanno fatto di tutto per marginalizzare e silenziare Preve. Qualcuno ha avuto pure il pessimo gusto, in quello che, apparentemente, voleva essere un elogio funebre, di parlare di “caricatura” riguardo alla figura di Preve, ma mettendo in luce solo la propria pessima qualità umana. Qualcun altro non ha potuto esimersi dall’accennare alla “cattiva strada” intrapresa, alludendo cioè alla “collaborazione” di Preve con i “fascisti”.

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Il mio ricordo di Costanzo Preve

Costanzo Preve per me è stato molto importante. Soprattutto grazie al suo insegnamento, alla fine, mi sono deciso a compiere un passo, la rottura con ciò che resta della sinistra marxista, rivelatosi, ogni giorno che passa, assolutamente necessario e salutare. Conobbi Preve di persona nel 2002, ad un «movimentato» campeggio organizzato dal Campo Antimperialista nelle vicinanze di Assisi. Ricordo che quando usciva dal suo bungalow veniva attorniato dai partecipanti al campeggio, in maggioranza giovani dai 20 ai 30 anni. Leggi tutto “Il mio ricordo di Costanzo Preve”